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Un giorno sono
andato dalla nonna per farmi aiutare in un compito di storia. Dovevo
parlare dei tempi passati quando lei era piccola come me. Appena
fatta la prima domanda lei incominciò: "Quando ero piccola ricordo
che il lavoro era molto faticoso, pensa che andavo nei campi a
badare alle pecore. La scuola era molto diversa da questa dove vai
tu, si usavano dei lapis con un pezzo d'acciaio sulla punta chiamato
pennino, lo si inzuppava nel calamaio e poi si scriveva. Quando era
l'ora del bagnetto si andava in un lago e quando si doveva andare in
bagno andavamo in una buca. Per divertirci noi giocavamo a pallone,
salto alla corda e acchiappino. Non osavamo mai e poi mai portare i
"gingilli" a scuola, eravamo bravissimi, altrimenti ci davano le
bacchettate sulle mani. L'abbigliamento a scuola era assai strambo
perché portavamo un grembiule nero, calzini bianchi e fiocchi
colorati; non avevamo la cartella ma usavamo le cinture per portare
i libri. Avevamo la stufa a legna, armadi con pochi vestiti e per
bere prendevamo l'acqua del pozzo con i secchi. Alle superiori
conobbi tuo nonno. Fu così che nacque tuo padre e oggi sei nato tu."
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Enrico G. classe
III Massa |
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Quando ero piccolo abitavo in
Sicilia in un piccolo paese e andavo a scuola a Campobello di
Licata. La scuola era grande aveva due piani e cinque aule.
Scrivevamo con un pennino inzuppato nel calamaio pieno di
inchiostro e i banchi un po' piegati: le nostre maestre erano
severe e usavano un solo libro, il Sussidiario. Cl vestivamo con
un grembiule nero e un fiocco colorato. Io abitavo in una
piccola casa in mezzo alla campagna, mi riscaldavo con una stufa
a legno, col camino e a letto con lo scaldino. Il bagno non era
dentro casa, ma era fuori. Quando eravamo a tavola mi potevo
alzare solo se avevano finito tutti. I miei giocattoli erano di
legno e delle volte giocavo con il mio babbo oppure lavoravo nei
campi con lui tutto il giorno tranne la sera. Per lavarmi andavo
al lago, e per lavare i panni le donne andavano sulla riva del
fiume con una tinozza piena d'acqua tiepida. Già... erano
proprio altri tempi!
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Mirco L.
classe III Massa |
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Il mio nonno Franco si diverte a
raccontarmi della sua infanzia e a me piace tanto ascoltarlo; quando
mi vede giocare al computer o alla play station mi viene vicino e
comincia a dirmi: “Quando ero piccolo costruivo i giochi da solo con
la paglia e con i bastoni ed era molto divertente. A scuola usavo il
calamaio con l'inchiostro, avevamo solo un libro con tutte le
materie che si chiamava sussidiario. A casa per riscaldare il letto
avevo il "prete", ci riscaldavamo con la stufa a legna. II bagno era
fuori dalla casa. Mi lavavo con la stessa acqua dei miei fratelli. A
scuola ero vestito con un grembiule nero e il fiocchetto colorato.
Mentre la maestra spiegava bisognava stare attenti e composti a
sedere e se qualcuno non faceva i compiti veniva messo dietro alla
lavagna o gli veniva data una bacchettata sulle mani. Avevamo solo
una maestra che "faceva" tutte le materie, non si faceva
l'intervallo e stavamo tutto il giorno a lavorare ed eravamo molto
pochi. Quando tornavo a casa mi mettevo a fare i compiti e quando
avevo finito i compiti giocavo con i miei amici a raccogliere i
girasoli. Mentre la mamma faceva le pulizie in casa, il babbo faceva
il contadino. Quando avevo sete andavo al pozzo a prendere l'acqua.
Uscivo solo la domenica e la sera quando si mangiava bisognava stare
composti e si pregava. Quando andavo a letto, la mamma mi raccontava
una storiella. Com'era diversa la mia infanzia dalla
tua.”
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Simone M. classe
III Massa |
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