L'IDENTITA' DELLA NOSTRA SCUOLA
La nostra scuola progetta il suo percorso avvalendosi delle potenzialità del territorio con l’obiettivo di promuovere il successo formativo, impegnandosi a far fonte ai bisogni rilevati e a superare le carenze presenti.
Per
dare risposte più mirate a precisi bisogni formativi individuali e di gruppo e
per garantire a ciascun bambino la possibilità di comunicare ed esprimersi, i
Collegi Docenti della scuola dell’infanzia e della scuola primaria, su
indicazioni del Consiglio di Circolo, individuano:
- uno stile educativo e
organizzativo sulla base di una precisa idea di scuola, che pone i suoi cardini
su alcuni concetti di fondo:
a)
Una scuola che trasmette ed elabora cultura, non solo nel senso della
acquisizione dei contenuti, ma soprattutto favorendo la formazione di strumenti di conoscenza, che
i ragazzi possono usare, riprendere, integrare ed arricchire nel corso della
loro vita.
b)
Una scuola nella quale l’insegnante tende a porsi come mediatore che
orienta e guida il bambino nella progressiva acquisizione di conoscenze e
competenze, rendendolo protagonista dei propri apprendimenti, favorendo
l’iniziativa, l’elaborazione personale e il piacere della scoperta.
Fin dalla scuola materna, e ancor più nelle fasi successive, l’insegnante
aiuta il bambino a trovare in sé le energie necessarie per affrontare
la fatica dell’impegno e la coerenza dei comportamenti.
c)
Una scuola che offre un ambiente relazionale positivo e stimolante nel
quale i bambini percepiscano una disponibilità all’accoglienza e
all’ascolto. Ad esempio agendo sulla organizzazione degli spazi (per aiutare i
ragazzi a sperimentare e sviluppare la propria autonomia) e sul ritmo delle
attività (per rispettare
dei loro tempi di apprendimento e di maturazione affettiva).
d)
Una scuola che favorisce e potenzia lo sviluppo dell’identità
individuale e di gruppo.
e)
Una scuola che vuol caratterizzarsi per i bambini dai tre agli undici
anni come luogo di vita: ponendosi in rapporto con i valori e con i problemi della
nostra realtà sociale (pervasa dalla globalizzazione, dall'incontro con altre
culture) ed aiutandoli a formare
proprie idee, ad esercitare capacità critica e diritto di scelta.
-
progetti educativi sulla base di precisi criteri guida:
a) Promuovere il successo formativo
b) Prendersi cura del disagio
c) L’incontro tra culture e la dimensione europea
d) Comunicare ed interagire con il territorio
IL BAMBINO DELLA NOSTRA SCUOLA
I
bisogni dei ragazzi della fascia 3 – 11 anni
L’analisi dei bisogni
formativi degli alunni nel nostro territorio è stata effettuata dai Collegi dei
Docenti riflettendo sulla quotidianità dell'esperienza nelle nostre scuole.
L’analisi condotta dalle insegnanti attraverso
l’osservazione sistematica dei comportamenti e la loro registrazione con
strumenti individuati e approvati dal Collegio dei docenti (griglie, port-folio)
ha permesso di porre in particolare rilievo i seguenti bisogni formativi degli
alunni:
·
di essere ascoltati
·
di essere riconosciuti come individui, con la valorizzazione
del loro saper fare, delle loro caratteristiche e della loro storia
·
di essere accettati per come sono, senza doversi
necessariamente misurare con modelli precostituiti
·
di trovare un clima relazionale sereno, intenso e positivo
·
di sperimentarsi nella relazione con l’altro attraverso
vissuti che favoriscano il confronto e la condivisione
·
di trovare nell’adulto una figura di mediazione che li
aiuti nella scoperta e nell’interazione con l’ambiente
·
di rafforzare la stima di sé, la fiducia nelle proprie
capacità di apprendere
·
di percepire i percorsi didattici ed educativi proposti
dalla scuola come significativi rispetto alla loro
rappresentazione della
realtà e rispettosi dei loro tempi e dei loro modi d’apprendimento
·
di confrontarsi con i limiti posti dal contesto e con la
loro capacità di applicazione, imparando a costruire le
condizioni necessarie per il
raggiungimento della gratificazione
Situazioni
di disagio rilevate nella nostra realtà
Si osserva un processo graduale, ma costante, di
trasformazione delle caratteristiche psicologiche degli alunni, in particolare all'ingresso
della scuola elementare.
I bambini sono esposti ad
una notevole quantità di stimolazioni, hanno a disposizione molti giocattoli e
beni di vario tipo, ma rivelano una notevole fragilità che si traduce spesso in
condizioni di disagio, su tre versanti:
•
della relazione, con la tendenza a riproporre atteggiamenti e comportamenti
imitativi, tratti da modelli esterni. Questi comportamenti, proprio perché non
autentici, limitano la comunicazione, la conoscenza reciproca e la
collaborazione;
•
della maturazione emotiva
ed in particolare della capacità di saper rinviare
la gratificazione, accettando l’ansietà che può nascere dallo svolgere attività
non immediatamente connesse ad un risultato. Gli effetti di questa condizione
del bambino spesso sono interpretati in modo riduttivo come superficialità e
carenza di impegno.
•
del rapporto con gli adulti
in particolare nel riconoscimento di ruoli chiari (adulto – bambino) e nella
costruzione di un rapporto costruttivo e autorevole. Tale processo va basato su
regole chiare e condivise, sulla presenza costante dell’adulto in un rapporto di
riconoscimento e di fiducia.
Queste osservazioni costituiscono un punto di riferimento essenziale che la scuola utilizza per definire il proprio ruolo educativo e le caratteristiche del rapporto che intende stabilire con gli alunni.
La scuola si impegna a :
1)
Rispettare
il bambino come persona nella sua globalità e unicità:
·
si preoccupa del suo benessere fisico
·
rispetta la sua emotività, la sua personalità, le sostiene
e ne favorisce l’evoluzione.
·
promuove il rafforzamento dell’identità personale
·
favorisce lo sviluppo dell’autonomia personale
2)
Favorire la comunicazione e la relazione:
·
predispone situazioni strutturate di ascolto, confronto e
scambio
·
individua nei laboratori espressivi un settore
indispensabile del proprio progetto educativo
·
riconosce la validità del lavoro di gruppo, della
cooperazione e del tutoraggio tra pari
·
valorizza il gioco come dimensione specifica dell’infanzia
·
promuove esperienze di autogestione
3)
Promuovere e sostenere la costruzione delle conoscenze e la formazione
delle competenze:
·
accoglie il patrimonio di esperienze e conoscenze personali del bambino
·
valorizza l’identità culturale come punto di partenza dell’educazione alla
multiculturalità
·
predispone percorsi d’apprendimento che favoriscono l’iniziativa,
l’elaborazione personale e il piacere della scoperta
·
mette a disposizione le risorse e l’attenzione necessarie per permettere a
tutti i ragazzi il raggiungimento degli strumenti culturali di base
4)
Osservare e valutare il procedere degli apprendimenti nel contesto dello
sviluppo globale del bambino
·
osserva il bambino nella concretezza del contesto
scolastico, sotto il profilo dell’autonomia
personale e cognitiva, dell’interesse,
dell’impegno, della relazione, dei modi di gestione
della frustrazione
·
rileva e valuta il procedere degli apprendimenti attraverso
un'ampia gamma di strumenti e di occasioni, distribuiti nella quotidianità della attività didattica
·
utilizza l’osservazione e la valutazione non come
espressione di giudizi statici, ma per il loro valore dinamico: da un lato offrono all’insegnante
indicazioni preziose per riorganizzare dinamicamente il proprio intervento;
dall’altro aiutano i ragazzi a percepire, sempre più consapevolmente,
l’evolversi delle loro capacità.